Le sorelle Fontana.

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Quella di Zoe, Micol e Giovanna è una storia che ha il sapore delle favole. Sembra uno di quei sogni che fai ad occhi aperti quando hai 10 anni e ti rivolgono la classica domanda: “Cosa vorresti fare da grande?”, e tu spari alto perché nei sogni si può.

Solo che il loro era un sogno destinato a diventare realtà.

Chi lo avrebbe mai detto che tre ragazze, nate in un paesino in provincia di Parma, che avevano imparato a cucire dalla loro madre, un giorno avrebbero vestito celebrità del calibro di Audrey Hepburn, Ava Gardner e Jacqueline Kennedy?

Avete presente la frase: “Il treno passa una sola volta nella vita”? Beh Zoe, la più grande delle tre sorelle, era andata a prenderselo quel treno alla stazione di Parma, e indecisa se andare a cercar fortuna a Milano o a Roma, lasciò la scelta al caso. E il caso scelse per loro: Roma.

In poco tempo venne raggiunta nella capitale anche dalle altre due sorelle, dando inizio alla loro straordinaria avventura. Era il 1936.

L’inizio per loro non fu facile, soprattutto negli anni della seconda guerra mondiale, dove era difficilissimo trovare tessuti per i loro lavori, così erano costrette a barattare generi alimentari con la seta per continuare a confezionare abiti per le loro clienti.

Lavorarono per diversi anni in vari laboratori, e nel 1943 aprirono la loro prima sartoria, dove in poco tempo attirarono l’attenzione delle principesse romane e di tutte le rappresentanti dell’aristocrazia romana, che rimasero affascinate dalla semplicità e dall’eleganza delle loro creazioni, preferendole a quelle parigine.

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Due sono gli eventi che portarono il marchio delle sorelle Fontana ad essere conosciuto anche dalla moda internazionale:

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  • L’abito nuziale di Linda Christian, disegnato dalle sorelle Fontana per il suo matrimonio con Tyron Power a Roma nel 1949. Il matrimonio infatti ebbe così tanto successo mediatico che il loro abito e il loro nome apparve nelle più famose riviste europee e americane.

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  • La prima sfilata di moda italiana organizzata da Giovanni Giorgini a Palazzo Pitti a Firenze nel 1951, dove, alla presenza di vari compratori e giornalisti stranieri (soprattutto americani), le sorelle Fontana furono protagoniste, insieme ad altre sartorie,  della nascita dell’Alta Moda italiana.

Gli anni cinquanta furono quindi gli anni di affermazione del loro marchio, e la nuova sede della loro maison in Piazza di Spagna divenne presto meta di attrici e personaggi famosi, come Audrey Hepburn, Jacqueline Kennedy, Grace Kelly e Ava Gardner, la loro cliente più affezionata. Per lei fecero anche vari abiti da film, tra cui il celebre pretino, abito di taglio talare per la cui realizzazione chiesero addirittura il permesso in Vaticano.

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Insomma le tre sorelle, partite dal loro piccolo paese Traversetolo, che a Roma avevano iniziato facendo orli alle signore del loro palazzo, in pochi anni si ritrovarono a competere con i più grandi stilisti francesi, che all’epoca erano considerati i colossi della moda internazionale.

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Negli anni sessanta inaugurarono la linea prét-à- porter a cui poi si aggiunsero le collezioni di accessori, come borse, scarpe e profumi.

Nel 1972 si ritirarono dalle sfilate ufficiali di moda, pur collaborando per qualche anno ancora con la produzione di alcune collezioni della maison, fino alla cessione dell’azienda e del marchio nel 1992.

Qual’è stato il segreto del successo delle “sorelle della moda“? E’ sicuramente un mix di fattori tra i quali il coraggio, la determinazione e il loro talento creativo. Ma l’elemento di forza era sicuramente la famiglia: in primis l’unione tra le tre sorelle, che si completavano a vicenda, ognuna con un compito ben preciso da svolgere. In secondo luogo l’appoggio dei genitori, che grazie alla loro mentalità aperta, hanno sempre sostenuto le figlie nei loro progetti.

Oggi le sorelle Fontana non ci sono più (Zoe è morta nel 1978, Giovanna del 2004 e Micol nel 2015) ma la loro storia continua a vivere all’interno della “Fondazione Micol Fontana”, creata proprio dalla stessa Micol nel 1994, dove sono custoditi i loro modelli e alcune delle loro creazioni.

A noi, appassionati di questo fantastico mondo della sartoria e della moda in generale, di loro rimane un grandissimo bagaglio culturale, da cui attingere e trarre ispirazione per il nostro lavoro.

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